15 de mayo de 2013

Taieddhra di riso, patate, piselli, cozze con un profumo di zenzero e tanto altro... per l'MTChallenge di maggio


Traducción al español a bajo


Non smetterò mai di stupirmi e di sorprendermi di fronte all'incredibile e ampia ricchezza culinaria italiana.

Fino a poche settimane fa non avevo mai sentito parlare della Taieddhra: una ricetta decisamente unica, sorprendete e dai sapori perfettamente equilibrati. Come spesso accade i piatti poveri della tradizione locale si confermano dei veri capolavori che non hanno niente da invidiare ai piatti d’autore. Grazie alla ricetta che questo mese ci propone Cristian ci spostiamo tutti in Salento per conoscere e assaporare un piccolo tassello della ricca cucina locale, attraverso questa deliziosa Taieddhra.

Grazie ancora una volta all'MTChallenge per farci conoscere ed esplorare un patrimonio culinario favoloso.

Ho personalizzato la ricetta con una radice che adoro e che si sposa benissimo con il pesce: lo zenzero. Infatti, il sapore fresco e deciso di questo ingrediente regala un tocco molto estivo ed esotico al piatto, lasciando un bocca un profumo leggero appena percepibile. 

Come noterete ho eliminato i pomodorini per abbassare i toni acidi e risaltare il pesce e le spezie che ho aggregato. 

Ho aggiunto anche uno spicchio d’aglio, un ingrediente buono quanto sano che appena posso lo piazzo ovunque.

Il riso é l’ingrediente fondamentale per questa ricetta. Dalla qualità del riso dipende in buona misura sia il risultato della cottura che il sapore. Come avrete notato io cerco sempre di preferire i prodotti integrali per poter conservare al massimo le proprietà nutritive. Anche in questo caso ho optato per un riso integrale di tipo biologico  Il sapore del riso integrale è molto più deciso rispetto al riso bianco raffinato. Il sapore “grezzo” del riso ha dato un ottimo risultato combinato i sapori forti della ricetta. Gli ingredienti non si coprivano, anzi si risaltavano a vicenda. Il riso integrale richiede una cottura leggermente piú lunga e soprattutto maggiore attenzione al livello dell’acqua.

E per finire una spolverata di prezzemolo fresco.

Ingredienti per 4-6 persone
300 gr di riso integrale
400 g di patate (circa due patate di media grandezza)
½ kilo di cozze
400 gr gamberi o gamberetti freschi
300 gr seppie già pulite
100 gr piselli freschi
100 g di cipolla (circa una cipolla di media grandezza)
300 g di zucchine (circa 3 zucchine di media grandezza)
50 g di formaggio grattugiato (io ho usato il parmigiano)
Olio extravergine d’oliva spremuto a freddo
1 spicchio d’aglio (oppure un pizzico di aglio in polvere)
radice di zenzero fresco (oppure zenzero in polvere)
Prezzemolo fresco
Sale marino integrale


Preparazione

Per prima cosa bisogna pulire e aprire le cozze.

Cristian nella sua ricetta ci insegna che le cozze dovrebbero essere aperte una ad una a mano a crudo perché solo così non si perde il sapore del mare. Quest’operazione é indubbiamente laboriosa e non adatta a tutti, soprattutto a chi non ha esperienza a maneggiare coltelli. Perciò  chi vuole può anche, dopo averle pulite per bene, aprirle nel modo tradizionale sul fuoco senza aggiungere nient’altro e senza farle cuocere troppo, come ha fatto la sottoscritta.
Se optate per il primo metodo, siccome non sono un esperta e non ho mai fatto questa operazione vi rimando direttamente alla dettagliata spiegazione di Cristian nel suo bellissimo blog.

Sbollentare le seppie, i gamberi e i piselli in acqua bollente per 2 minuti. Scolare. Una volte che si saranno raffreddate le seppie tagliarle a rondelle. In un recipiente mescolare quindi le cozze, i gamberi, le seppie e i piselli. Aggiungere un pizzico di zenzero. Se avete comprato lo zenzero fresco grattugiate un poco. In caso contrario aggiungere un cucchiaino di zenzero in polvere. Come potete immaginare lo zenzero fresco ha un sapore decisamente più intenso, inoltre mantiene intatte le proprietà benefiche (che sono veramente innumerevoli). Perciò vi consiglio di preferirlo a quello secco. 

Preriscaldate il forno a 160°.

Pulite tutte le verdure, sbucciate le patate e le cipolle, lavate zucchine. Tagliate le patate, le zucchine e le cipolle a rondelle molto sottili, dello spessore di circa uno o due millimetri. 
Schiacciare l’aglio con l’apposito strumento ed aggiungerlo alle verdure.  Mescolate il  tutto con un poco di olio e un pizzico si sale marino.

Ungete il fondo della teglia con un po’ d’olio e fate uno strato con metà delle verdure. Io ho usato diverse teglie di coccio di piccole dimensioni (individuali direi), con forme e dimensioni distinte. La presentazione ha avuto un buon risultato. Inoltre mi ha permesso di provare diversi equilibri con più o meno formaggio. in genere devo dire che sono stata abbastanza scarsa con questo ingrediente. In una delle versioni ho provato a mescolare il formaggio insieme al riso. questo ha permesso di ottenere un risultato molto molto omogeneo e "filante", anche se a discapito della doratura.  

Sciacquate velocemente il riso in una scodella piena d’acqua, scolatelo e mettetelo nella teglia sopra lo strato di verdure livellandolo bene, dovrà formare uno strato molto sottile giusto a ricoprire leggermente le verdure, perché durante la cottura gonfierà abbastanza.
Mettete sopra al riso il mix di cozze gamberi e seppie. Aggiungete l’acqua nella quale avete previamente sbollentato le verdure. Se avete optato per aprire le cozze ancora crude dovreste usare anche l’acqua contenuta all'interno delle cozze. L’acqua deve coprire bene tutto il preparato.

Spolverate con metà del formaggio grattugiato e fate un altro strato con le verdure rimaste. Versate ancora un po’ d’acqua nella teglia, in maniera tale che arrivi proprio a filo dell’ultimo strato di verdure.

A questo punto spolverate con il formaggio rimasto e versate ancora un po' d'olio.
Infornate la teglia e fate cuocere a circa  160°. 
La mia taieddhra ci ha messo quasi un’ora e mezza a prepararsi. Nel mio caso la cottura è stata abbastanza lunga perché ho usato il riso integrale. Se optate per un altro tipo di riso la cottura potrebbe richiedere meno tempo.

Seguendo il consiglio di Cristian ho alzato la temperatura del forno durante gli ultimi minuti per ottenere una crosta croccante.

Infine condire con pochissimo prezzemolo fresco appena tritato.





------------------------------------------------------
Traducciòn al espanol

La Taieddhera es una receta tipica del sur de Italia, de una zona hermosa y encantadora llamada Salento. Esta receta la conocì hace muy poco gracias al Blog de Cristian. Nunca dejo de sorprenderme por la riqueza de la traición gastronómica italiana, que ni siquiera los italianos mismos terminan de conocer. 
Es una lastima que al exterior Italia sea conocida sobre todo por la pizza, la pasta y la lasagna. La gastronomía italiana tiene una cantidada impresionante de ingredientes y de productos locales que afuera de italia no son muy conocidos. 

Dico esto, como Italia no es solo pizza y pasta… les invito  a través de esta receta a conocer el patrimonio culinario regional de mi lindo Paìs...

Ingredientes 
4-6 personas
300 gramos de arroz integral
400 g de patatas (cerca de dos papas medianas)
½ kilo de mejillones (preferiblemente frescos)
400 g de camarones pequeños
300 g de sepia ya limpia
100g guisantes frescos
100 g de cebolla (una cebolla mediana)
300 g de calabacín (unos 3 calabacines medianos)
50 g de queso rallado (yo usé queso parmesano)
Aceite extra virgen de oliva prensado en frío
1 diente de ajo (o una pizca de ajo en polvo)
raíz de jengibre fresco (o jengibre en polvo)
Perejil fresco
Sal marina integral

Preparación

En primer lugar se necesita abrir y limpiar los mejollones.

Cristian en su receta nos enseña que los mejillones se deben abrir crudos y a mano, uno a uno, porque sólo así no perderá el sabor del mar. Esta operación es, sin duda, laboriosa y difícil. Se necesita mucha habilidad y no es adecuado para todos, especialmente aquellos que no tienen experiencia para manejar cuchillos. 
Entonces, quién lo desee puede también abrir los mejillones en la manera tradicional, como hice yo. Después de limpiarlos  bien, se ponen en una olla grande sin añadir agua ni sal, ni nada más y cocinar sin hasta que se abran. Cuidado a no cocinarles demasiado porque la cocción se terminará en el horno.

Blanquear los camaroncitos, las sepias y los guisantes en agua hirviendo, durante 2 minutos. Escurrir. Una vez que el calamar se ha enfriado cortarlo en rodajas finas. En un recipiente poner a reposar los mejillones, los camaroncitos, la sepia y los guisantes. Añadir una pizca de jengibre seco o el jengibre fresco recién rallado. Como se pueden imaginar el jengibre fresco tiene un sabor mucho más intenso, y además preserva las propiedades beneficiosas (que son realmente muchas). Así que recomiendo utilizar el fresco.

Precalentar el horno a 160 grados.

Limpiar las verduras, pelar las patatas y las cebollas. Lavar el calabacín. Cortar las patatas, el calabacín y la cebolla en rodajas muy finas, con un espesor de aproximadamente uno o dos milímetros.
Machacar el ajo con la herramienta apropiada y agregarlo a las verduras. Mezclar todo con un poco de aceite y una pizca de sal marina.

Engrasar el fondo del molde con un poco de aceite y hacer una capa con la mitad de las verduras. Yo he utilizado diferentes moldes de barro (por el tamaño diría que son moldes individuales), con formas y tamaños distintos. La presentación tuvo un buen resultado. Esto también me permitió probar diferentes equilibrios de la receta, con más o menos queso. 
Por lo general tengo que decir que estaba bastante precavida con este ingrediente. En una de las versiones por ejemplo traté de mezclar el queso con el arroz. Esto me ha permitido obtener un resultado muy homogénea y un equilibrio en los sabores, aunque a expensas de la capa dorada y crujiente en cima de la receta.

Lavar el arroz en un recipiente lleno de agua, escurrirlo y ponerlo en la sartén encima de la capa de verduras. Añadir una capa de pescado. Añadir el agua de cocción del pescado hasta  que el arroz quede bien cubierto.

Si usted optó por abrir los mejillones cuando están crudos entonces le recomiendo usar la misma agua que se encuentra al interior de los mejillones. 
Recuerden que es muy importante que el agua debe cubra bien toda la mezcla.

Espolvorear con la mitad del queso rallado y hacer otra capa con las verduras restantes. Verter un poco mas de agua en la bandeja si fuera necesario, para cubrir la última capa de verduras.

En este punto, espolvorear con el queso restante y verter un poco de aceite.
Hornear y cocinar a 160 °.

Mi taieddhra tardó casi una hora y media para prepararse. En mi caso, la cocción ha sdio bastante demorada porque usé el arroz integral. Si se opta por otro tipo de arroz la receta puede tomar menos tiempo.

Levanté la temperatura del horno en los últimos minutos de cocciòn para conseguir una corteza crujiente.

En fin añadí un poco de perejil fresco picado.


Le rifatte senza glutine: Torta Amaretto

Traducción al español más abajo

Eccoci di nuovo all'appuntamento con le Rifatte senza Glutine
Chi sono le Rifatte? Ma come, ancora non lo sapete....?
Si tratta di un'iniziativa geniale che dimostra come mangiare senza glutine non significa per forza stare dietro i fornelli per ore per poi ottenere un risultato deludente.

Oggi siamo ospiti della cucina della bravissima Gaia, una blogger veramente esplosiva la cui cucina spazia regalando sia ricette tradizionali che ricette originali e molto innovative. Oggi cuciniamo la sua deliziosa Torta Amaretto!

Anche questa volta ho fatto un paio di modifiche per venire incontro a tutte le diete prive di zucchero, per obbligo o per scelta. Quindi lo zucchero è stato sostituito con il dolce quanto sano miele di riso. Inoltre l'olio d'oliva ha preso il posto del burro, altro ingrediente proibito su questo blog.


E il prossimo mese ci vediamo da Tania con la Pasta sfiziosa.
Non mancate! 



Torta amaretto senza glutine
In questa versione anche versione anche sugar free 

Ingredienti
2 cucchiai di fecola di patate
1 cucchiaio di fioretto di mais
1 cucchiaio di farina di riso + quella per infarinare la tortiera
200 g di mandorle sbucciate
2 cucchiai di malto di riso (o altro dolcificante naturale)
110 g di olio d’oliva extra vergine
1 cucchiaino di stevia in polvere (o altro dolcificante naturale)
4 uova
1/2 bustina di lievito per dolci bio (io ho usato un mix di crémor tártaro e bicarbonato di sodio, nelle proporzioni di 1 cucchiaino e mezzo cucchiaino)

Preparazione

Per la base:
Separare le chiare dai tuorli e tenere da parte le chiare per la farcitura.

Sbattere i tuorli con il malto di riso. Aggiungervi l’olio d’oliva, e per ultima la fecola di patate, la farina di riso, il fioretto di mais e il lievito.

Imburrare e infarinare una tortiera. Io ho usato delle piccole teglie rettangolari, perfette per porzioni personali… abbondanti direi. Ne verrà uno strato piuttosto sottile. Va bene così.

A parte tritare finemente le mandorle nel mixer e mescolarle con la stevia in polvere.

Montare le chiare a neve ben ferma e incorporarle un cucchiaio alla volta al miscuglio di mandorle.

Versare il composto così ottenuto nella tortiera, sopra l'impasto, e far cuocere nel forno precedentemente scaldato a 180° per 40 minuti.

Lasciar raffreddare e servire. 
Come molti dolci il giorno dopo è pure più buona.


------------------------------------------------------------------

Traducción al español

Torta Amaretto
Sin gluten y sin azúcar 

Ingredientes
2 cucharadas de fécula de patata
1 cucharada de fécula o harina maíz (mejor escoger una integral, bien amarilla)
1 cucharada de harina de arroz
200 g de almendras peladas
2 cucharadas de miel de arroz (u otro endulzante natural)
110 g de aceite de oliva extra virgen
1 cucharadita de stevia en polvo (u otro edulcorante natrural)
4 huevos
1/2 cucharadita de polvo de hornear bio (yo he usado una mix de crémor tártaro y bicarbonato de sodio)

Preparación

Para la base:
Separar las claras de las yemas y dejar de lado las claras de huevo para el relleno.
Batir las yemas de huevo con la miel de arroz. 
Añadir el aceite de oliva, el almidón de patata, la harina de arroz, la harina de maíz y en fin el polvo de hornear.

Engrasar y enharinar un molde para pasteles. Yo usé unos pequeños moldes para hornear de forma rectangular, ideales para porciones individuales bien abundantes
Cuando viertan la mezcla se darán cuenta que va a quedar una la capa fina: está bien así.

Cortar finamente las almendras en un procesador de alimentos y mezclar con el polvo de stevia.

Montar las claras de huevo a punto de nieve e incorporar, una cucharada a la vez,  la mezcla de almendras.

En fin se vierte la mezcla así obtenida en el molde, sobre la masa, y hornear en un horno precalentado a 180 grados durante 40 minutos.

Dejar enfriar y servir.  

14 de mayo de 2013

Pasta all'ortica con pesto di noci - Pasta con ortiga y pesto de nueces

Traducción al español más a bajo

Pasta con pesto di ortiche, basilico e noci cucinata al forno con ricotta e pepe
Ricetta senza glutine e senza uovo



Come annunciato da Ambra si tratta di un super contest…. un vero omaggio alla natura e a tutto ciò di commestibile che ci offre. Il titolo è sufficiente per capire che stiamo immergendo nel mondo della cucina spontanea, naturale e "selvatica": Ricette Spontanee!



Vi consiglio di fare un salto sul bellissimo blog Il GattoGhiotto per coprire le deliziose ricette del contest e non solo. Il contest è appoggiato dal rifugio Meira Garneri, un posto incantato che la vincitrice/il vincitore del contest avrà l'onore di visitare. 

Ho scelto di partecipare con un’erba spontanea che nonostante sia abbastanza “famosa” e antica tra le ricette popolari, mi sembra che oggi stia andando rapidamente in disuso: l’ortica.

Inoltre la scelta ha anche un valore emotivo. Infatti  uno dei miei primi ricordi d’infanzia è legato proprio ad una ricetta con l’ortica. Vicino alla casa di mia nonna c’era un campo in cui crescevano rapidamente grandi quantità d’ortica.  Lo ricordo molto bene perché era il campo in cui a noi bambini era proibito andare a giocare. Avevo circa 5 anni all'epoca e, fino ad allora, mi avevano sempre detto che l’ortica è una pianta pericolosa alla quale stare ben alla larga. 
Una domenica mia nonna mi disse “andiamo a raccogliere l’ortica che oggi farò un buon risotto”. Immaginatevi lo stupore e la curiosità. E così armate di guanti e di scarpe ben chiuse siamo andate a raccoglierne un cesto grande.
Non ricordo molto della ricetta e tanto meno del processo ma ricordo che il risotto era delizioso. Forse è proprio una delle prime ricette che ricordo (la seconda sono i tortelli di zucca)!  

Penso che sia stata la prima e l’ultima volta che mia nonna mi ha preparato quel piatto, nonostante glielo abbia chiesto varie volte. Senz'altro ha contribuito il fatto che nel campo dove eravamo andate a raccogliere l’ortica ora si trova uno strato di cemento.

Ed ora in Colombia proprio nel cortile di casa c'è un angolino incontaminato, lontano dalla strada e dai gas di scarico delle macchiane dove l’ortica cresce ad un ritmo impressionante. Ha un colore stupendo, sano e genuino.

Da tempo volevo cucinarla e grazie a questo contest non ho più scuse: è arrivato il momento di riscoprire quest’erba deliziosa e altamente benefica, il cui incontro resta legato ad affettuosi ricordi d’infanzia.

Per quanto mi riguarda non posso di certo mentire e raccontare che ho attraversato boschi per trovare l’ingrediente della ricetta, anche se mi sarebbe piaciuto. Questa volta ho semplicemente fatto 10 metri nel cortile. ;-)

E così domenica scorsa, armata di guanti e di scarpe chiuse, come di dovere, sono andata a raccoglierla, sotto gli occhi stupiti e increduli di chi si chiedeva "ma sei sicura che si può mangiare?" 
Nota bene: la stessa persona che due ore più tardi stava pulendo la pentola e i cucchiai.
;-)

Prima di passare alla ricetta però voglio dare un paio di informazioni a proposito dell’ortica e soprattutto un paio di accorgimenti per la cottura a coloro che non si sono ancora avvicinati a questo ingrediente.

Il primo consiglio importante è quello di fare attenzione a dove si raccolgono le ortiche. Assicuratevi che l’erba sia cresciuta lontano dalle strade e da altri luoghi potenzialmente inquinati. In ogni caso lavatele sempre molto bene e a lungo. Se le comprate, scegliete preferibilmente ortiche provenienti da agricoltura biologica.

Per quanto riguarda il processo per renderle commestibili e innocue i metodi sono due. 
Il primo, ed anche il più semplice, è passarle per 1 minuto in acqua bollente. In questo modo si perde il potere urticante, purtroppo però si perdono anche varie qualità nutritive e benefiche. Questo metodo è quindi consigliabile per pasta, zuppe e risotti, a condizione di riutilizzare l'acqua di bollitura. 
Il secondo metodo  invece, consiste nel tritare finemente le ortiche. Si tratta di una preparazione indicata per le frittate o per i ripieni.

Forse è scontato dirlo ma si richiede l’uso dei guanti durante tutte le operazioni che prevedono il contatto con le ortiche (raccolta, lavaggio, taglio, etc).

Le ortiche si raccolgono durante tutto l’anno ma i periodi migliori sono la primavera e l’autunno, quando i germogli sono più teneri.

Ed ora un breve cenno alle proprietà. 
L'ortica, oltre che essere buona e saporita, ha anche numerose proprietà curative.
Ippocrate (460-377 a.C), padre di tutti i medici, cita svariate volte i semi di ortica nei suoi scritti e la medicina popolare ne riconosce il valore tonificante e digestivo. 
La storia dell’ortica nella medicina e nella cultura popolare è vivace, interessante e soprattutto ha radici profonde e lontane. 
Se avete tempo e se volete stupire i vostri ospiti  oltre che con la ricetta con qualche racconto intrigante, cercate informazioni sull'uso dell'ortica nell'antica Roma o, meglio ancora, cercate qualche curiosità sull'uso delle ortiche da parte delle cosiddette (e inappropriatamente mal chiamate) streghe.

Oggi sappiamo che l’ortica è ricca di vitamine, ferro, flavonoidi e carotenoidi. 
Inoltre è provato che l’ortica è efficace in caso di stati anemici, disturbi dei reni e della vescica, ipertrofia prostatica, malattie reumatiche, artrite e artrosi, dermatiti,glicemia alta, ed altro ancora. 
Per di più l'ortica è ricca di proteina vegetale: 6 grammi ogni 100 grammi di prodotto fresco e 35 g per ogni 100 di prodotto secco. Quindi altamente consigliata nelle diete ad alto fabbisogno proteico.

Ora che ho conosciuto queste proprietà fantastiche mi chiedo come mai non l’ho usata più spesso… e mi prometto di farlo. ;-)
La prossima settimana torta salata di ortica!

Per finire vale la pena ricordare che l'ortica, oltre che in cucina trova molti impieghi in erboristeria: come decotto, infuso e tintura. L’uso del decotto ha proprietà depurative e tonificanti. Si consiglia in caso di dermatiti, pelle grassa. Le tinture possono essere usate per migliorare la crescita dei capelli.

Ed ora...finalmente... la ricetta...



Ingredienti:
300 gr ortiche fresche, possibilmente scegliere foglie giovani
180 gr pasta senza glutine
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
Olio d’oliva extra vergine spremuto a freddo
Sale marino integrale
Prezzemolo fresco, 1 tazza
150 gr noci sgusciate
Pepe verde e/o nero
100 gr ricotta fresca *per gli amici e le amiche che seguono una dieta vegana potete sostituire la ricotta con il tofu. Il risultato sarà fantastico! L'unico accorgimento é quello di aumentare il tempo di cottura al forno per far sciogliere il tofu affinché il suo sapore deciso avvolga la pasta e la crema di ortica! 

Preparazione
Per prima cosa raccogliere le ortiche facendo molta attenzione a non entrare in contatto con l’erba. Cercate di scegliere solo le cime e le foglie più giovani, dal sapore più fresco e meno amaro.
Lavare le foglie con abbondante acqua. Io le ho lasciate in ammollo per circa 1 ora ma non è necessario.
Sempre indossando i guanti tagliare le ortiche finemente.

Tagliare la cipolla in cubetti finissimi (eventualmente aiutandovi con un trita alimenti elettrico) e soffriggerla in poco olio d’oliva. Aggiungere l’aglio schiacciato. Quando la cipolla sarà dorata aggiungere le ortiche e soffriggere per un paio di minuti.

In un mixer tritare le noci e il basilico.

Nel frattempo cuocere la pasta e scolarle quando è ancora molto al dente.per salare l'acqua io ho usato mezzo cucchiaio di sale marino integrale.

Versare la pasta nella padella nella quale state cucinando le ortiche. Aggiungere un poco dell’acqua di cottura in modo che resti umido il tutto per poter ultimare la cottura in forno. Aggiungere il pesto di noci e basilico. Aggiungere la ricotta fresca e spolverare con il pepe grattugiandolo sul momento. Mescolare. 

Nel frattempo preparare la teglia ungendola con uno strato d’olio e infarinandola (io ho usato farina di riso). Servire la pasta nella teglia e infornare a forno preriscaldato a 180 gradi. Stendere un leggero e sottilissimo strato di farina e ricotta sulla superficie.

Cuocere per 10/15 minuti.

Sfornare sui piatti da portata. Servire spolverando con noci.

----------------------------------------------------

Traducción al español

Uno de mis primeros recuerdos infancia está vinculado con una receta con la ortiga. 
Cerca de la casa de mi abuela había un campo en el que crecia rápidamente grandes cantidades de ortiga. Lo acuerdo muy bien porque era un campo “proibido” donde los niños no podíamos ir a jugar justamente por las ortigas. 

En este entonces yo tenia alrededor de 5 años y hasta este momento solo me habían dicho que la ortiga es una planta peligrosa. Un domingo, mi abuela me dijo: "vamos reúnen la ortiga que hoy cocinaré un buen risotto con ella." Imagínese el asombro y la curiosidad. Y así, armadas de guantes y zapatos bien cerrados fuimos a recoger una gran canasta de ortiga.

No recuerdo mucho ni de la receta ni del proceso, pero recuerdo que el risotto estaba delicioso. Desde este entonces me ha encantado ir a recoger mi propia comida: espárragos selváticos, champiñones, o las verduras de la huerta. Creo que fue la primera y última vez que mi abuela preparó ese plato, a pesar que se lo pedí varias veces. Sin duda, es debido al hecho de que en el campo donde crecían las ortiga ha sido remplazado por cemento.

Hoy en día, en Colombia en el patio trasero de la casa hay un rincón virgen, lejos de la calle y de los gases de escape de los carros donde crece la ortiga… un montón de ortiga. El color es precioso, sano y genuino.

Durante mucho tiempo he querido cocinar esta hierba y gracias a este concurso no tengo más excusas: es el momento de redescubrir esta hierba deliciosa y altamente benéfica cuyo encuentro permanece atado a recuerdos de infancia.

Así el domingo pasado, nuevamente armada con guantes y zapatos cerrados, fui a recoger ortigas. Ciertamente no puedo mentir y decir que me fui por el bosque para encontrar el ingrediente de la receta…aunque me hubiera gustado. Solo tuve que hacer 10 metros en el patio. 
Pero el solo proceso de recoger la comida con nuestras manos (en lugar de sacar plata del bolsillo) le da un sabor distinto y nos recuerda que la alimentación es un proceso que empieca mucho antes de sentarse a la mesa. ;-)

Antes de pasar a la receta quiero aprovechar para escribir un par de informaciones acerca de la ortiga para todxs lxs que todavía no han tenido la oportunidad de cocinar este magnifico ingrediente.

En primer lugar es sumamente importante escoger bien el lugar que recoger las ortigas. Asegúrese de que la hierba se cultiva lejos de calles traficadas y otros sitios potencialmente contaminados. En cualquier caso, siempre lavar muy bien la hierba.

En cuanto al proceso para que sean comestibles existen dos métodos. 
El primero, y también el más simple, es pasar las ortigas durante 1 minuto en agua hirviendo. De esta manera, se pierde el poder de picadura, pero lamentablemente se pierden también demasiadas cualidades nutricionales y beneficiosas. Por lo tanto, este método se recomienda para las pastas, sopas y risottos, siempre que se reutilice el agua. 
El segundo método consiste en picar finamente las ortigas. Es esta una preparación indicada para tortillas o para rellenos.

Tal vez es obvio decirlo, pero todas las operaciones que implican el contacto con ortigas requieren el uso de guantes (cosecha, lavado, corte, etc.).

Las ortigas se cosechan durante todo el año pero las mejores épocas son la primavera y el otoño, cuando las hojas son más tiernas.

La ortiga, además de ser buena y sabrosa, también tiene muchas propiedades curativas.
Hipócrates (460-377 aC), el padre de todos los médicos, cita las semillas de ortiga varias veces en sus escritos y la medicina popular le reconoce la propiedad de tónico digestivo. 
La historia de la ortiga en la medicina y la cultura popular es animada, interesante y sobre todo tiene raíces profundas y antiguas. Me prometo algún día de leerla…
Si quieren sorprender sus invitados les recomiendo de ller algo sobre el uso de la ortiga en la antigua roma o por parte de las llamadas brujas. 

Hoy sabemos que la ortiga es rica en vitaminas, hierro, flavonoides y carotenoides. 
También se ha demostrado que la ortiga es efectiva en el caso de estados anémicos, enfermedades de los riñones y vejiga, hipertrofia prostática, enfermedades reumáticas, artritis y osteoartritis, dermatitis, altos de azúcar en la sangre, y más. 
Y, finalmente, la ortiga también es rica en proteínas vegetales: 6 gramos por cada 100 gramos de producto fresco y 35 g por 100 del producto seco.

Ahora que he conocido estas propiedades increíbles me pregunto por qué no lo he usado más a menudo ... y me comprometo a utilizarla con más frecuencia. ;-)
La próxima semana pastel salado de ortiga!

Por último, cabe recordar que la ortiga, al igual que en la cocina se encuentra muchos usos en la medicina herbal, como decocción, infusión y tintura. El uso de la decocción tiene propiedades de  limpieza y tonificación. Se recomienda en casos de dermatitis y piel grasa.

Pasta con ortiga y pesto de nueces y albahaca cocinada al horno con queso ricotta y pimienta
Receta sin glúten y sin huevo, con bajo contenido de lactosa.

Ingredientes 
(para dos personas)

300 gr ortigas frescas, posiblemente elegir las hojas jóvenes
180 g de pasta sin gluten
1 cebolla
2 dientes de ajo
Aceite de oliva extra virgen prensado en frio
Sal marina integral
Albahaca fresca, 1 taza
150 g de nueces sin cáscara
Pimienta verde y/o negra
100 gr queso ricota fresca *por lxs amigxs que siguen una dieta vegana pueden sustituir la ricotta con tofu. 

Preparación
Primero recoger las ortigas teniendo mucho cuidado de no entrar en contacto con ellas. Trate de elegir sólo las hojas más jóvenes porque el sabor es más fresco y menos amargo.
Lavar las hojas con agua. Yo las dejé en remojo durante aproximadamente 1 hora, pero no es  necesario.
Cortar finamente las ortigas… por supuesto con los guantes puestos!

Cortar la cebolla en dados finos y freír en un poco de aceite de oliva. Añadir el ajo machacado. Cuando la cebolla esté dorada añadir las ortigas y saltear durante 5 minutos. Apagar el fuego.

En una batidora picar las nueces y la albahaca previamente lavada y secada.

Mientras tanto, cocer la pasta y escurrirla cuando esté todavía muy al dente.
Verter la pasta en la sartén con las ortigas. Añadir un poco del agua de cocción para que quede húmedo (la pasta terminará de cocinarse en el horno). Añadir el pesto de nueces y albahaca. Agregue la ricota y pimienta al gusto. Mezclar.

Mientras tanto preparar un molde untándolo con aceite de oliva y enharinándolo. 
Verter la pasta en el molde y hornear en horno precalentado a 180 grados.

Hornear durante 10/15 minutos.

Servir espolvoreando con nueces.

2 de mayo de 2013

Una marmellata di mele sugar free per festeggiare un premio "diverso"...

Traducción al español más a bajo

Voglio ringraziare di cuore le bravissime e simpaticissime blogger di No Sugar please e di Cucina tollerante.
Sono due blog che ho conosciuto da relativamente poco tempo e con i quali è sbocciata un'affinità istantanea e molto forte.

Ho partecipato ai loro contest con tutta la energia convinta che iniziative come questa sono ciò ci che permette di diffondere una maggiore presa di coscienza sui benefici del cibo sano e per l'appunto appunto "diverso" como intitolavano i post: diversamente buoni!

Con mio grande stupore mi sono aggiudicata il primo premio della categoria salati con un la ricetta Sformato di cañawa con semi di sesamo. Che sorpresa! E che gioia! Non me lo aspettavo. 
Spero che la ricetta sia una opportunità per far riscoprire certi cereali antichi e "dimenticati" come la quinoa e per l'appunto la cañawa, i quali hanno fantastiche proprietà nutritive e sono dei veri toccasana non solo per le diete dei celiaci.

Le ricette erano tutte una più buona, bella, originale e sana dell'altra. Sarebbero veramente tutte da provare. Le potete trovare in un fantastico e utilissimo documento pdf che si scarica QUI.
Ne vale la pena averne una copia a portata di mano! Non lasciatevelo scappare.

Ed ora una ricetta di una marmellata "diversamente dolce" in sintonia con lo spirito del contest e del premio, dedicata a tutte le partecipanti e alle bravissime organizzatrici. 

-----------------------

Preparare la marmellata senza aggiungere zucchero o addensanti artificiali è un'operazione che può essere effettuata in maniera casalinga senza problemi. Dobbiamo sfatare il luogo comune secondo il quale preparare una marmellata senza zucchero è difficile ed il risultato è necessariamente a brevissima conservazione. La natura ci offre molte sostanze naturali che ci possono aiutare a gelificare e a conservare la marmellata. Io ho scelto di usare l’agar-agar.

In primo luogo è bene ricordare che per la preparazione casalinga delle marmellate bisogna porre attenzione alla sterilizzazione dei barattoli. Si consiglia di sterilizzati sia i barattoli in vetro che i loro coperchi, in acqua bollente. I barattoli e i loro coperchi devono essere previamente puliti prima di passare alla sterilizzazione. Potranno essere estratti dall'acqua quando essa si sarà raffreddata. Una volta sterilizzati i barattoli dovranno essere asciugati ed utilizzati quasi immediatamente (entro alcune ore al massimo) per versare al loro interno la marmellata ancora calda. La sterilizzazione è necessaria per evitare la formazione di muffe durante la conservazione delle marmellate.
Alcune persone aggiungo un cucchiaio di alcool alimentare (di quello puro) alla marmellata per ogni barattolo.

Per quanto riguarda le quantitá vi consiglio ti prendere in considerazione che in genere con un kg di frutta si ottengono dai 2 ai 3 barattoli di media grandezza.

L’aspetto fondamentale nel preparare la marmellata è la gelatinizzazione. In primo luogo, bisogna tenere presente che non tutti i frutti contengono la quantità di pectina sufficiente a compiere la gelatinizzazione ed ottenere quindi la marmellata. Alcuni alimenti ricchi di pecitina sono per esempio la mela ed il ribes. Se avete deciso di usare solo prodotti naturali per la gelatinizzazione vi consiglio vivamente di aggiungere qualche mela durante la cottura, ai frutti che sono invece poveri di pecitina.


Ingredienti
1 Kg di mele bio
Radice di zenzero fresco (circa 2cm)
1 cucchiaio di miele di riso (o 2 cucchiaini di stevia)
10 gr di agar-agar
Cannella in polvere 1 cucchiaino
2 limoni
1 bicchiere d’acqua

Preparazione
Iniziate lavando accuratamente la mele. Tagliatele quindi in spicchi e privatela dei semi. Tagliare successivamente a cubetti e porre a macerare almeno per un ora in una ciotola con il succo di limone appena spremuto e la cannella in polvere. Il succo di limone è necessario per fare in modo che la mela non si annerisca nell'attesa.
Io ho utilizzato anche la buccia delle mele poiché erano biologiche.

Tagliare lo zenzero in listarelle.
La frutta dovrebbe aver liberato un po' del proprio succo durante la macerazione. Potrete dunque versare in pentola la mela con il succo e lo zenzero.  Cuocere a fuoco basso. Aggiungere e mezzo bicchiere d'acqua (o di più se necessario) per facilitare la cottura.

Mescolate di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Trascorsi 50 minuti circa  potete frullate fino ad ottenere una crema omogenea e compatta. Potete usare un frullatore ad immersione oppure un mixer per alimenti. Porre nuovamente la marmellata nella pentola.

Nel frattempo sciogliere l’agar agar in un bicchiere di acqua fredda per evitare che si creino grumi. Aggiungere l’agar agar alla mela e cucinare per 10 minuti a fuoco moderato mescolando. Versate la marmellata ancora bollente direttamente nei barattoli e chiudeteli immediatamente.

Capovolgere i barattoli e appoggiarli a testa in giù su di un tagliere di legno. Lasciate riposare i barattoli per alcune ore in questa posizione, in modo che si formi il "vuoto".
Successivamente riempire una pentola grande di acqua e portare ad ebollizione. Porre i barattoli nella pentola in modo che siano completamente ricoperti d’acqua. Lasciare almeno 20 minuti e successivamente spegnere il fuoco  Lasciare raffreddare i barattoli nella pentola con l’acqua.

A questo punto potete riporre i barattoli nella vostra dispensa, meglio se in un luogo fresco e buio. Le marmellate naturali si conservano senza problemi in dispensa fino a 3 mesi. Se preferite le potete conservare anche in firgorifero. Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro una settimana.

------------------------------------------------

Traducción al español

Preparar la mermelada sin azúcar añadido y sin espesantes artificiales es una operación que se puede realizar en el hogar sin ningún problema. La naturaleza nos provee de muchas sustancias naturales que nos pueden ayudar a gelificar y preservar la mermelada.

En primer lugar, es bueno recordar que para la preparación casera de la mermelada se deben esterilizar los frascos con muchísimo cuidado. Se recomienda esterilizada los frascos de vidrio y sus tapas en agua hirviendo (los frascos y las tapas deben limpiarse previamente antes de la esterilización). Una vez esterilizados los envases deben ser secados y utilizados casi de inmediato (dentro de unas horas como máximo) para verter en ellos la mermelada caliente. La esterilización es necesaria para prevenir la formación de moho durante el almacenamiento.

Alguna gente agrega una cucharada de alcohol alimentario (puro) para cada frasco de mermelada.

En cuanto a la cantidad recomiendo que tomen en cuenta que, en general, con un kg de fruta se obtiene 2-3 frascos de tamaño medio.

El proceso clave en la preparación de mermeladas es la gelatinización. En primer lugar, hay que tener en cuenta que no todas las frutas contienen la cantidad de pectina suficiente para lograr la gelatinización y luego obtener una mermelada de consistencia apropriada. Algunos alimentos son ricos en pecitina como por ejemplo la manzana. Si ha decidido utilizar sólo productos naturales para la gelatinización recomiendo añadir un poco de manzana durante la cocción de los frutos que son pobres en pecitina.


Ingredientes
1 kg de manzanas orgánicas
Jengibre fresco (más o menos un cubito de 2 cm)
1 cucharada de miel de arroz (o 2 cucharaditas de stevia)
10 gramos de agar-agar
Canela en polvo, 1 cucharadita
2 limones
1 vaso de agua

Preparación
Para empezar lavar las manzanas, cortarlas en cubitos y eliminar las semillas. A continuación, poner las manzanas a macerar durante al menos una hora en un recipiente con el jugo de limón recién exprimido y la canela en polvo.
La manzana debe haber liberado su propio jugo durante la maceración.
Mientras tanto cortar el jengibre en tiras finas.
A continuación, verter en la olla y dejar cocer a fuego lento durante unos 50 minutos. Añadir ½ taza de agua (o más si es necesario) para facilitar la cocción.

Revolver de vez en cuando con una cuchara de madera. Terminada la cocción licuar hasta obtener una crema homogénea y compacta. Para esta operación pueden utilizar un procesador de inmersión o una licuadora. Colocar nuevamente la mermelada en la olla.

Mientras tanto disolver el agar agar en un vaso de agua fría para evitar la creación de grumos. Añadir el agar agar a la crema y cocer durante 10 minutos a fuego medio revolviendo constantemente. 
Verter la mermelada caliente directamente en frascos de mermelada y tapar inmediatamente.
Colocar los frascos boca abajo. Dejar reposar durante unas horas en esta posición, con el fin de formar el "vacío".

Sucesivamente llenar una olla grande con agua hasta que hierva. Colocar los frascos en la olla y asegurase que estén completamente cubiertos con agua. Dejar por lo menos 20 minutos y luego apagar el fogón. Dejar enfriar los frascos en la olla con el agua.

La mermelada está lista… si quieren pueden comerla el mismo día.

También se pueden guardar los frascos en la despensa, de preferencia en un lugar fresco y oscuro. Las mermeladas naturales se conservan sin problemas para un máximo de 3 meses. Si lo prefieren, también puede mantenerse en nevera. Una vez abiertos los frascos, se deben almacenar en el refrigerador y consumar máximo en una semana.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...